Amara Fiore mi ha spedito un vestito assolutamente non conforme alla descrizione e, nonostante abbia sede a Maastricht (NL), e nonostante scriva nei termini del reso e rimborso che nei loro rapporti vale la legge italiana, per rimborsare il 100% della cifra pagata (€ 37,50) pretende che io effettui a mie spese il reso in un magazzino della Cina (Paese non citato in alcun punto del sito web) peraltro imponendomi di dichiarare un valore inferiore nel documento doganale (20 $). In alternativa propone il rimborso del 30 % del valore senza reso. Non ho ottenuto nulla dal tentativo bonario di risoluzione della controversia. Io sono disponibile a pagare la spedizione nei Paesi Bassi, ma a loro non importa, propongono solo la Cina. Non ci sono tutele da parte di Shopify?
Hey @alexa12 ,
Da quanto hai descritto, questa sembra essere una controversia tra te e il commerciante, piuttosto che un problema che Shopify possa risolvere direttamente.
Shopify fornisce la piattaforma ecommerce, ma non è il venditore dei prodotti e, in genere, non offre una tutela per gli acquirenti né interviene nelle controversie sui rimborsi come farebbe un marketplace.
Ci sono alcuni aspetti della tua descrizione che meritano attenzione:
- Se il sito web dichiara che resi e rimborsi sono regolati dalla legge italiana, ma il commerciante richiede che il reso venga spedito a un magazzino in Cina non precedentemente indicato, questo potrebbe sollevare dubbi sul fatto che la politica dichiarata venga applicata come pubblicizzata.
- Chiederti di dichiarare un valore artificialmente basso nella documentazione doganale è qualcosa che dovresti evitare, poiché le dichiarazioni doganali devono riportare correttamente il contenuto e il valore della spedizione.
- Se hai già provato a risolvere la situazione direttamente con il commerciante senza successo, potresti contattare il tuo fornitore di pagamento (ad esempio l’emittente della tua carta di credito o PayPal) per verificare se hai diritto ad aprire una contestazione o richiedere uno storno di pagamento (chargeback). Puoi anche valutare di rivolgerti all’autorità competente per la tutela dei consumatori se ritieni che i tuoi diritti siano stati violati.
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